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Il mio lavoro

Sin da bambino sono cresciuto con una grande curiosità verso la scoperta del mondo ed ho coltivato i valori della diversità e della solidarietà come parte della mia vita quotidiana, grazie anche a diverse esperienze di volontariato.

Posti di fronte alla scelta degli studi universitari, grazie anche agli stimoli ricevuti in famiglia con i primi viaggi in giro per l’Europa, ho deciso di dedicarmi alle relazioni internazionali.

Da un lato la diplomazia e la politica estera italiane, dall’altro il multilateralismo e il lavoro delle organizzazioni internazionali hanno da subito attratto il mio interesse ed ho deciso che avrei perseguito la prima opportunità che mi si sarebbe presentata.

A 21 anni, verso la fine dei miei studi, ho deciso di fare domanda per un tirocinio alla sede delle Nazioni Unite a New York. Una lettera di accettazione ha determinato quello che sarebbe diventato il mio percorso professionale dei vent’anni successivi.

Da allora, salvo brevi pause – e con la più lunga parentesi dell’impegno politico degli ultimi anni – ho integrato il sistema delle Nazioni Unite, che mi ha portato ad occuparmi dei temi più diversi (dal disarmo, al volontariato, dalla governance locale ed alla qualità della democrazia, all’efficacia degli aiuti allo sviluppo e l’azione umanitaria, a negoziati complessi per la prevenzione e risoluzione dei conflitti) in giro per il mondo.

Oggi, rientrato in servizio a Damasco come responsabile del coordinamento delle attività delle Nazioni Unite in Siria posso affermare che più che di un lavoro, si tratta di una vera e propria passione per la cooperazione tra Paesi e il dialogo tra le persone anche nelle condizioni più avverse.

A 75 anni dalla nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite credo che a noi funzionari in posizioni di responsabilità ed a circa metà della nostra carriera spetti la responsabilità di reinventare il modo di condurre la cooperazione internazionale ed il dialogo multilaterale, con un maggiore coinvolgimento degli individui, delle comunità e delle opinioni pubbliche – oltre che dei Governi – restando sempre fedeli a quei valori che hanno ispirato la Carta delle Nazioni Unite.